Un’estate con la strega dell’ovest di Kah Nashiki

(Questa recensione puoi anche vederla ed ascoltarla sul nostro canale youtube accompagnata dai miei disegni beceri)

Saaaaalve…
Il libro di cui ti vado a parlare oggi è: Un’estate con la Strega dell’ovest di Kaho Nashiki
Questo è il primissimo libro che ho letto nel 2020, quando quest’anno era ricco di promesse e poi si è rivelato ricco di colpi di scena che nemmeno in un horror fatto bene. E come non avrei potuto leggerlo? Praticamente ci hanno fatto una pubblicità così massiva, una sorta di terrorismo psicologico da vetrina. Ovunque, OVUNQUE lo trovavi. Dalla Mondadori e la Feltrinelli che te ne esponevano almeno sei copie in vetrina alle librerie indipendenti che pure davano i loro colpetti, per finire ad Amazon che praticamente se può vantarsi il patrimonio che ha è anche grazie a me. Guarda l’ho preso in ebook solo per una questione di spazio visto che praticamente ha lo stesso prezzo del cartaceo e te lo consiglio fisico se non hai il mio stesso problema. Così l’ho preso vabbene, MONDO L’HO PRESO! Questa è una di quelle rare volte in cui cedo al demone del marketing, anche perché leggendo la trama mi interessava e la copertina, diciamocelo, è molto bellezzosa.
E leggiamola questa trama che tanto mi ha conquistata:

Mai ha tredici anni e non vuole più andare a scuola. La madre, preoccupata, decide di mandarla a stare dalla nonna per un po’, in una bella casetta nella campagna giapponese sul limitare dei monti. La nonna è una signora inglese ormai vedova, arrivata in Giappone molti anni prima e rimasta lì per amore. Sia Mai che la madre si riferiscono a lei come la “Strega dell’Ovest”, ma nel momento in cui la nonna le rivela di possedere realmente dei poteri magici, Mai rimane incredula e diffidente. Quando però le propone di affrontare il duro addestramento da strega, accetta senza esitazioni. Immerse nella natura incontaminata del Giappone più remoto, nonna e nipote passano insieme settimane meravigliose in raccoglimento, lontane dalla frenesia della vita di città, a lavorare nell’orto, raccogliere erbe selvatiche e cucinare, oltre a dedicarsi, naturalmente, a quelli che sono, secondo la nonna, i rudimenti di base per una giovane strega. A questa storia catartica e rivelatrice, negli anni, l’autrice ha voluto aggiungere tre brevi racconti che ne riprendono i personaggi e l’ambientazione e che proponiamo fedelmente nella presente edizione.

Il romanzo è Narrativa, potrebbe sembrare ovvio ma a quanto pare leggendo velocemente qualche commento c’è qualcuno che si aspettava un elemento fantastico in questo romanzo, qualcosa di “ghiblieggiante” e ci è rimasto male (La Narrativa può essere di tanti modi, ma quando la si trova assoluta come categoria senza specificazioni, non ne ha, se fosse stato un fantasy lo avrebbero specificato). Io che invece avevo ben capito cosa si intendesse per “strega” nella storia non mi aspettavo nulla di ciò, mi aspettavo esattamente quello che mi è stato dato.
Il libro si apre con una nota triste, e sappi che è l’unico grosso colpo di scena del romanzo, l’autrice ce lo butta così, in faccia, bum.

La storia ci viene narrata in terza persona e parte con la protagonista che dopo, appunto, questo colpo di scena si mette a ricordare di quell’estate passata con la sua nonna materna, quando presa da attacchi d’ansia molto forti si rifiuta di andare a scuola e la madre reduce da bullismo scolastico si RIFIUTA di chiederle il perché, non vuole rivivere quei traumi e quindi invece di parlare come una madre dovrebbe fare e poi nel caso della scoperta di atti di bullismo andare a tagliare qualche testa come una madre come si deve farebbe lei decide di passare la palla alla madre, cioè alla nonna, cioè alla strega. Guarda, so’ scelte eh, tua figlia, tu madre, io guarda… ti sto giudicando moltissimo dentro ma non lo dirò come e con quale intensità. Ovviamente la madre la manda lì perché sa che le farebbe bene (opinabile ma se per l’autrice è così… io una chiacchierata madre figlia prima di piantare Mai in mezzo ai boschi senza acqua corrente l’avrei fatta). La nonnina infatti non è una semplice nonnina, ma è una donna d’altri tempi, che vive in montagna non immersa nella natura, fa quasi parte della natura. E questa nonnina insegnerà alla nipote la magia della piccole cose, della vita semplice, delle cose fatte con calma dei tempi scanditi non da orari d’ufficio, ad ascoltare fuori e dentro. L’importanza delle parole che vengono dette, dei gesti che vengono fatti e nelle intenzioni che ci sono dietro. Le intenzioni sono importantissime sapete, ci si potrebbe aprire un intero off topic per quanto riguarda la spiritualità in moltissime religioni su questa cosa, pagane e non, ecco, lì questa cosa ancora un po’ si sente, ma noi come popolo l’abbiamo quasi totalmente persa come consapevolezza. Le uniche streghe (sempre tra virgolette che sennò la gente pensa ad altro e PUF si torna all’inquisizione) che abbiamo ancora sono le nonnine sarde, avevo una mia vecchia fiamma che aveva la nonnina strega, era una signora molto affascinante.
Levando da mezzo questa cosa e tornando a noi, spero di diventare anche io una vecchietta così, se escludiamo il fatto che la signora nel romanzo è un pizzico un po’ troppo “all’antica” e ce l’ha con la figlia perché quest’ultima dopo aver partorito ha continuato a lavorare invece di starsene a casa a badare alla creatura. In realtà, ecco, questa è un’altra cosa molto comune ancora oggi in Giappone, la donna che lavora e ha anche figli è molto rara, la maggior parte di quelle che lavorano sono zitelle, e quelle che hanno figli sono casalinghe, e se prima lavoravano dopo anni di studio sputando sangue sui libri e poi hanno un figlio lasciano il lavoro e amen. Questa praticamente è quasi la norma. Culture diverse, modi di vivere diversi. (Anche se non differisce così tanto da noi come cosa eh, dovuto anche al fatto che non ti assumono se sei madre o potresti).
Tornando al libro, l’estate continua, la ragazzina scopre cose dentro se stessa ma non solo, anche all’esterno riscopre il mondo, che non ne parla mai nessuno, tutti pensano che la crescita personale sia solo da dentro quando non è così, è importante che si cambi anche con il mondo, che il vostro mondo muti con voi, è cosa buona e giusta.
Il romanzo non è avvincente, non ti aspettare di restare incollato alla pagina, è un momento di pausa da concederti in tranquillità, come se una tua amica ti stesse davvero raccontando un episodio carino della sua infanzia.
Te lo consiglio, mi è piaciuta e sono contenta di aver ceduto al terrorismo mediatico, può succedere che ci becchi.
Beeeeene, ci si rilegge eh. Ciao!

Maxim Walker.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *