Se i Gatti scomparissero dal mondo di Genki Kawamura

Ora, Lettore, prendi la tua mano principe -quella con cui scrivi, prendi la forchetta per mangiarti la carbonara etc- e usala per batterti il petto e fare “mea culpa” perché tutti, TUTTI, ci siamo accattati questo romanzo a causa del nome.
“A causa del nome=perché ne parlava chiunque perché ha un nome sfiziosissimo in che senso i gatti scompaiono dal mondo non scherziamo che qui vi querelo tutti.”
Con questa premessa possiamo cominciare:

Trama: Di lavoro fa il postino, mette in comunicazione le persone consegnando ogni giorno decine di lettere, ma il protagonista della nostra storia non ha nessuno con cui comunicare. La sua unica compagnia è un gatto, Cavolo, con cui divide un piccolo appartamento. I giorni passano pigri e tutti uguali, fin quando quello che sembrava un fastidioso mal di testa si trasforma nell’annuncio di una malattia incurabile. Che fare nella settimana che gli resta da vivere? Riesce a stento a compilare la lista delle dieci cose da provare prima di morire… Non resta nulla da fare, se non disperarsi: ma ecco che ci mette lo zampino il Diavolo in persona. E come ogni diavolo che si rispetti, anche quello della nostra storia propone un patto, anzi un vero affare. Un giorno di più di vita in cambio di qualcosa. Solo che la cosa che il Diavolo sceglierà scomparirà dal mondo. Rinunciare ai telefonini, ai film, agli orologi? Ma certo, in fondo si può fare a meno di tutto, soprattutto per ventiquattr’ore in più di vita. Se non fosse che per ogni oggetto c’è un ricordo. E che ogni concessione al Diavolo implica un distacco doloroso e cambia il corso della vita del protagonista e dei suoi cari. Soprattutto quando il Diavolo chiederà di far scomparire dalla faccia della terra loro, i nostri amati gatti. Kawamura Genki ci costringe a pensare a quello che davvero è importante: alle persone che abbiamo accanto, a quello che lasceremo, al mondo che costruiamo intorno a noi.

Edito da Einaudi alla modica cifra di 14 euro cartaceo, ci sta, ce lo accolliamo, ma 7 euro ebook anche meno, grazie.

Come hai letto dalla trama, questo poveretto si ritrova a dover fare i conti con madama Morte. Il suo, di conto, arriva sempre anche se noi tendiamo a scordarcelo, nel suo caso l’incontro è a breve e obbiettivamente non è che faccia piacere insomma. Così, con un espediente non nuovo né alla letteratura né al cinema, gli appare il Diavolo, con tutta la sua simpatia e le sue camice hawaiane e gli propone questo patto.
Il romanzo, breve, non arriverà forse nemmeno alle cento pagine (vado a controllare in libreria… 160 circa, non ricordavo) è strutturato con un dialogo epistolare in prima persona, dove il protagonista scrive delle lettere a “qualcuno” e gli racconta cosa sta accadendo.

Nonostante le premesse molto cupe il romanzo è leggero e frizzante, c’ha quel velo di malinconia che non mi dispiace e ci sta tutto. Interessante l’interpretazione surreale di come sarebbe il mondo privo di alcune cose, come gli orologi e i cinema, ma di come allo stesso tempo, senza determinate cose… che senso ha? Magari alcune cose, alcuni oggetti, ci rendono schiavi, ma altri fanno sì che la vita valga la pena di essere vissuta. Ma ci pensi, che mondo sarebbe senza gatti? Mi vengono i brividi.

Ovviamente best personaggio il gatto, assolutamente il gatto, ma era terribilmente scontato.

Per essere un libro giapponese mi è piaciuto molto, e non è scontata come cosa per quanto mi riguarda. Addirittura, ti dirò, che m’è piaciuto così tanto che me lo sono fatto regalare cartaceo (l’avevo letto in digitale) per averlo in libreria e prossimo nella mia WishList il suo secondo romanzo, che anche solo visivamente si capisce essere assai più voluminoso. Vedremo se questa “piacenza” si ripeterà.

Maxim Walker

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