Rubrica Autori: Seichō Matsumoto

Non so bene dire come mai io abbia scelto di ricominciare la rubrica autori con Matsumoto fatto sta che io lui avevo deciso e lui volevo fare, non fosse che si è rivelata un’impresa abbastanza ardua.
Su internet in italiano non si trova un cazzo.
In biblioteca? Hanno solo quel quattro libri in croce che hanno tradotto nel nostro paese.
Insomma, dovevo cercare per altri lidi e spiagge, il che implicava trovarmi la roba in inglese o francese (essendo le uniche due oltre l’italiano che capisco) e mettermi a ravanare.
La rubrica nascerebbe per dare un’infarinatura di un determinato autore, puntando sulle curiosità e cose poco alla portata di click, che se vogliamo la biografia di qualcuno esiste Wikipedia e non servo io, ma la bellezza di questo autore è che manco su Wikipedia si trova granché, ripeto, soprattutto quella italiana, se non che è lo STRACAZZO DI SIMENON GIAPPONESE che ripetono tutti fino al vomito manco fosse stato solo quello nella sua vita. Fossi in lui, nella tomba, mi rigirerei tutto incazzato. Io sono Seichō Matsumoto, non “in Simenon gne gne”, credo sia offensivo per un artista metterlo a paragone.
In generale eh, non solo in questo caso. E, proprio in questo caso, non è carino.
Per quanto nel nostro paese se ne parli e se ne legga poco, al punto da non trovare niente in biblioteca o online su di lui, in realtà è stato un grandissimo scrittore, quindi permettimi di prendermi il merito, con la dovuta arroganza di una che ci ha buttato il sangue settimane, di essere l’unica a scrivere qualcosa su questo povero cristo in Italia che non sia “è il simen-“oh , non ce la posso farcela, mi viene l’orticaria per tutte le volte che l’ho letto.
E che diamine.

MA QUINDI, CHI È?
Nasce a Kawamura con il nome di Kyoharu Matsumoto, figlio unico dal carattere ribelle. Lascia molto giovane gli studi e si ritrova a dover andare in guerra.
Nonostante i pochi anni spesi a scuola ama la lettura fin da ragazzino, in particolare negli anni dell’adolescenza si dedica a testi di natura rivoluzionaria vietati ai tempi.
Il padre, persona pacatissima e assolutamente non severa (sarcasmo!) lo scopre, lo punisce e da fuoco a tutto.

Immagine accuratissima del padre di Matsumoto tutto fiero di dare fuoco a dei poveri libri.

COME DIVENTA UNO SCRITTORE?
Oltre la pira infuocata di testi rivoluzionari diventati polvere poi, Matsumoto coltiva un’enorme passione per l’archeologia e la storia antica, in particolare quella dell’asia orientale e occidentale.
Finisce la guerra e lui prima si mette a lavorare ad una copisteria, poi viene assunto dal Journal Asah, al contempo si mette a macinare testi su testi di narrativa studiandoli fino a che non si sente pronto a partecipare ad un concorso letterario indetto dallo stesso giornale per il quale lavorava con un saggio dal nome “Saigo Satsu” che si classifica terzo adottando il nome d’arte Seichō che è la lettura sino-giapponese del suo nome.
In sequenza vince dopo anche il Mistery Writers of Japan Prize, il Kamprize e il Yoshikawa Eiji Prize prima di vincere l’unico premio che viene citato nella nostra parte di internet dopo la storia di Simenon, il premio Akatagawa nel 1952 con il romanzo “Aru Kokarua-Nikki den” che lo lancia definitivamente.
Va detto che lui ha cominciato a scrivere in “tarda età” verso i 40anni e il successo e la gloria gli arriva ai cinquanta con i polizieschi.

Matsumoto all’ennesimo premio letterario che vince

IL…SIMENON GIAPPONESE?
Nonostante questo povero cristo abbia scritto moltissimi saggi sull’archeologia e romanzi storici quelli che hanno riscosso più successo sono i polizieschi. Si è distinto dagli altri autori per i temi trattati nei suoi romanzi, essendo lui un attivista ha riversato tutti i suoi sentimenti anti-americani e anti-giapponesi, portando come ambientazione il dopoguerra e il nichilismo che ne scaturisce denunciando le corruzioni frequenti tra i funzionari di polizia e criminali con elementi di psicologia umana e vita ordinaria (con aspre critiche alla società giapponese ai problemi da cui è affetta) distanziandosi di netto da quella che era la letteratura a quei tempi votata al fantastico.
Altra mini notizia che arriva da noi è che ha scritto la bellezza totale di 300 romanzi, inclusi saggi e racconti brevi e che era in grado di scrivere ben 5 testi in contemporanea.

Lui è Simenon. Brava persona, sicuramente, poi, magari, ci faccio un articolo anche su di lui. Essere metro di paragone è lusinghiero, ma usare metri di paragone è così svilente e sbagliato.

POCO CONOSCIUTO IN ITALIA…
Più che poco conosciuto è poco tradotto e pubblicato. Solo negli ultimi anni è arrivato qualcosa ma capisco che vada poco in contro ai gusti odierni dei consumatori pur non mettendo in dubbio che la sua bella nicchia di spasimanti ce l’abbia anche qui.
In Italia sono stati pubblicati solo 7 romanzi, tutti polizieschi ovviamente. Uno di questi lo abbiamo recensito QUI.
MA!
Davvero è uno dei grandi, a lui va il merito di aver reso popolari i polizieschi in Giappone. Dai suoi romanzi sono stati tratti in patria ben 19 film e una serie tv (Su “come sabbia tra le dita”). Otto di questi diciannove con il celebre regista Yoshitarō Nomura.
E…
A lui è dedicato il “Matsumoto Seichō Memorial Museum”, è un museo letterario con sede a Kitakyūshū  (Giappone) dove ha vissuto per la prima metà della sua vita vicino al castello di Kokura.
Inaugurato nel ’98 contiene una collezione di tutte le sue opere, il suo studio, la sala per ricevimenti e la biblioteca tutte ricostruite all’interno con i suoi oggetti preferiti dalla residenza di Tokyo dove invece ha vissuto l’altra metà della sua vita.
Il museo al suo interno ha anche un centro di ricerca su Matsumoto e pubblica riviste ogni anno, vincendo il Kan-Kikuchi nel 2008 per attività di ricerca.

Beeello, bellissimo un museo a tuo nome, ma DIO, mette angoscia.

INFINE…
Esiste un premio a suo nome.
Viene a mancare a causa del cancro a 82 anni.

Note:

Yoshitarō Nomura: Uno degli artefici della nascita del thriller in Giappone.

Journal Asahi: letteralmente “Il giornale del sole mattutino” è uno dei quattro più grandi giornali del paese, fondato nel 1879 è anche uno dei giornali più antichi di tutta l’asia. La direzione è a conduzione familiare ed è la rivista che gode di meno fiducia dal pubblico lettore.

Akutagawa: poeta e scrittore famoso, il suo racconto più conosciuto è “Rashōmon” da cui è stato tratto un film di Akira Kurosawa:
Vita sofferta fin dall’infanzia e travagliatissima, muore giovane di suicidio.

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