Orphan X di Gregg Hurwitz 

Trovato al mercatino dell’usato del mio cuore, spacciato per thriller, letto due righe e deciso di comprare per un amico.
Questo amico è Nunziante, che io lo so, non gli è piaciuto, ma che lui lo sa, perché gliel’ho regalato.
Non mi aspettavo il capolavoro della vita, è sapevo comunque non sarebbe stato una monnezza, ma partiamo…

Trama: Un numero di telefono per quando non sai a chi rivolgerti, quando le alternative sono finite e hai toccato il fondo. Un numero da usare una volta e mai più, da passare di mano in mano come un amuleto, come un’ultima speranza. All’altro capo del filo c’è lui, non una leggenda, ma un uomo in carne e ossa disposto a mettersi al servizio dei più deboli. Un cane sciolto, un giustiziere senza padroni né legge che tanti vorrebbero vedere morto. Nella vita di tutti i giorni è Evan Smoak, scapolo schivo e senza legami, ma un tempo era Orphan X: ragazzino emarginato strappato a un futuro già scritto e trasformato nella più perfetta macchina per uccidere al servizio del governo americano. Da quando Evan ha deciso di cambiare vita, da cacciatore si è trasformato in preda. Solo facendo appello a tutte le sue risorse può sperare di sfuggire al sistema che lo ha creato. E continuare a lottare per rendere il mondo un posto migliore, correggendo torti e ingiustizie un caso alla volta.

Editore: Bookme (non ho trovato alcun sito)
Prezzo: 12 euro su per giù, ebook non si trova.

Sì, un regalo, ma nel mentre che passavano i mesi a quando questo libro sarebbe finito nelle mani del mio amico, che fai, non lo sbirci? Non lo leggi per vedere se c’hai ragione o se fa troppo cagare e non hai il coraggio di darglielo più? Certo che lo fai.
Ed eccoti qui, a sorbirti la mia recensione su questo romanzo scritto in prima persona, un thriller che non definirei proprio thriller, ma manco un poliziesco, un libro che gioca a fare il film come un John Wick che non ci ha creduto abbastanza, prima che John Wick fosse manco inventato.
(No, aspe’, googlo un attimo… Errato, Wick esisteva già. Che poi, trashissimo lui, ma c’è Keanu Reeves, quindi chi si lamenta dai).
Insomma, abbiamo tutti i cliché possibili ed immaginabili in questo romanzo: il protagonista con un passato terribile, che da ragazzino viene addestrato dal suo mentore che TOH muore, lui che si ritira dal suo “lavoro” perché vede del marcio, e decide di aiutare solo gli altri, prostituzione, cose, cose, cose…

Prevedibile come io che se vedo la mia gatta dormire ovunque, le scatterò almeno venti foto nella stessa posizione da angolazioni diverse, perché sì.

Il romanzo si lascia leggere, piacevole ma non mi ha cambiato la vita e , purtroppo, così anonimo nel suo genere che se non trovavo per caso questa recensione nel quadernino delle recensioni in arretrato manco mi ricordavo di averlo letto.
Non è una bella cosa, me ne rendo conto, anzi.
Eppure ha avuto un discreto successo, addirittura ha dei sequel, che, se permetti, con tutti gli arretrati in lettura che ho, non mi azzardo manco a sbirciare per ora.

Senza infamia e senza lode. MEH. A tua discrezione darci un’occhiata.

Maxim Walker.

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